In quali casi é applicabile il contratto a durata determinata per accroissement temporaire d’activité?

Condizioni

Il contratto a tempo determinato per aumento temporaneo dell’attività di un’impresa puo’ essere firmato in tali casi:

– incremento temporaneo dell’attività abituale dell’azienda;

– svolgimento di un compito occasionale, definito con precisione e non duraturo che non rientra nella normale attività aziendale: informatizzazione di un dipartimento, audit contabile, ecc;

– il verificarsi nell’impresa, di un ordine eccezionale la cui importanza richiede l’impiego di mezzi quantitativamente o qualitativamente esorbitanti rispetto a quelli normalmente utilizzati;

– lavori urgenti la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire incidenti imminenti, organizzare misure di salvataggio o riparare carenze in attrezzature, impianti o edifici che presentano un pericolo per le persone, escluse le emergenze di natura economica.

Il datore di lavoro che utilizza un contratto a tempo determinato per l’incremento temporaneo dell’attività dell’azienda non è tenuto ad assegnare al dipendente compiti direttamente connessi a tale incremento di attività (cfr. Cass. soc. 18-2-2003 n° 01-40.470; 13-12-2006 n° 05-44.956 e 05-44.580).

Tuttavia, questa eventualità è possibile solo nel rispetto dell’articolo L 1242-1 del codice del lavoro, che vieta il ricorso a contratti a tempo determinato per l’assunzione di un posto di lavoro connesso all’attività normale e permanente dell’impresa. Per questo motivo, è opportuno essere il più precisi possibile nella stesura del contratto sulla natura dell’attività supplementare che giustifica il ricorso a contratti a tempo determinato.

In caso di un ordine eccezionale di esportazione, il ricorso a contratti precari è soggetto alla consultazione preventiva del comitato sociale ed economico (C. trav. art. L 1242-8-1), del comitato aziendale o, in mancanza di questo, degli eventuali rappresentanti dei lavoratori.

In pratica:

L’aumento temporaneo dell’attività dell’azienda può risultare, in particolare, da variazioni cicliche della produzione (Cass. soc. 21-1-2004 n° 03-42.754; 23-2-2005 n° 02-40.336).

Può corrispondere ad una produzione aggiuntiva legata ad una stagione (Cass. soc. 25-3-2015 n° 13-27.695).

Tuttavia, il lancio di nuovi prodotti nell’ambito della normale attività dell’azienda non può da solo caratterizzare un temporaneo aumento dell’attività (Cass. soc. 5-5-2009 n° 07-43.482).

In sostanza,  perché deve esserci una correlazione tra i picchi di attività e il ricorso a contratti a tempo determinato, a pena di riclassificazione a tempo indeterminato (cf. Infra e Cass. soc. 15-3-2006 n° 04-48.548).

Durata

La durata massima del contratto a tempo determinato concluso in caso di aumento temporaneo dell’attività è di 18 mesi, rinnovi compresi.

Indennità di fine del contratto a durata determinata

L’indennità di fine rapporto è pari ad almeno il 10% della retribuzione lorda totale versata al dipendente nel corso del contratto.

L’indennità è pagata alla fine del contratto contemporaneamente all’ultimo stipendio e deve comparire sulla busta paga corrispondente.

In caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, l’indennità viene corrisposta al termine dell’ultimo contratto.

L’indennità di fine rapporto non è dovuta nei seguenti casi:

– Assunzione del dipendente con contratto a tempo indeterminato al termine del contratto a tempo determinato (anche in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato)

– Rifiuto del dipendente di un contratto a tempo indeterminato offerto dalla società per svolgere lo stesso lavoro o un lavoro simile, con una retribuzione almeno equivalente.

– Colpa grave

– Forza maggiore

 

Controllo dei giudici

La giurisprudenza mira a verificare che lo scopo o l’effetto del contratto a tempo determinato concluso per un aumento temporaneo dell’attività non sia quello di coprire un posto di lavoro legato all’attività normale e permanente dell’impresa. In tal caso, il contratto possono essere riqualificato come contratto a tempo indeterminato.

 

Riqualificazione in contratto a tempo determinato

La Corte di Cassazione distingue chiaramente tra aumento eccezionale di attività e aumento temporaneo; i due concetti non sono identici.

L’aumento di attività in altre parole non deve essere per forza eccezionale: un aumento anche non eccezionale di attività puo’ essere considerato temporaneo se corrisponde a picchi di attività. Solo l’aumento dell’attività costante fa si che esso sia permanente e non temporaneo. La natura non eccezionale dell’incremento di attività non è quindi determinante: l’analisi dei giudici si concentra sulla natura dell’incarico affidato al dipendente per verificare se la missione corrisponde ad un incremento temporaneo dell’attività dell’azienda.

È solo nella misura in cui il dipendente è assegnato ad un compito risultante da un aumento costante e duraturo dell’attività che deve essere pronunciata la riclassificazione come contratto a tempo indeterminato.

 

 

 

ILLUSTRAZIONI GIURISPRUDENZIALI DELL’AUMENTO TEMPORANEO DELL’ATTIVITÀ

  Aumento temporaneo di attività Compiti legati all’attività normale e permanente dell’impresa (riqualificazione in contratto a durata indeterminata)
Dipendente assunto per sviluppare una clientela nella regione parigina nell’ambito della creazione di un’agenzia a Parigi. (CA Paris 28-6-1995 n° 94-35044, 22e ch. A, V. c/ SA Impressions Graphiques Presse Magazine).    

X

     
 

Dipendenti assunti con contratti a tempo determinato nell’ambito del lancio di nuovi prodotti, il datore di lavoro giustificando l’uso di questo tipo di contratto in particolare per le incertezze legate al successo della nuova gamma proposta. (Cass. soc. 5-5-2009 n° 07-43.482 (n° 845 F-D), G. c/ Sté Compagnie des matelas Epeda et Mérinos).

 

Contratti a tempo determinato conclusi in occasione dell’apertura di diversi nuovi punti vendita per una nuova attività che costituisce un esperimento, in modo che i posti di lavoro creati non siano posti di lavoro permanenti.

 

Contratto a tempo determinato concluso con un dipendente assunto come rappresentante di vendita per verificare l’opportunità di espandere l’attività in una nuova area geografica per un determinato periodo di tempo (Cass. soc. 9-10-1997 n° 94-41.939 (n° 3379 D), L. c/ SARL Grand Ouest, articles publicitaires).

 

Contratto a tempo determinato concluso con un dipendente assunto come market manager per la “preparazione della futura costituzione di una filiale di consumo negli Stati Uniti (CA Douai 7-8-2009 n° 08-1622, ch. soc., B. c/ Sté Ets Guy Demarle).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

 

 

 

 

X

 

 

 

X

 

 

 

 

 

X